È come se cadessimo tutti
Nel vuoto: lo stomaco si chiude,
la gola non ha più parole.
Non ci sono scale o ascensori
Che conducono all’irrazionale:
la discesa si fa per le sabbie
mobili
oppure annaspando fra chiare d’uovo
… fra carezze e sussurri che dicono
dormi
ripetono dormi, alla mente.
Preferisco un respiro senza logica
Ad una logica senza respiro:
non ho paura dell’irrazionale …
(Ma quale scelta nel cadere, per
chi cade?
Quale coraggio nel non volare, per
noi senz’ali?)
Temo invece il non senso. Quello
sì.
Temo la logica d’acciaio di chi
farnetica
Di genocidi di uomini, di stati, di
idee:
Camicie nere, brune, rosse, verdi
Ogni colore ha il suo alibi, la sua
lisciva.
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